oculista catania

Cataratta - Glaucoma - Laser - Miopia - O.C.T. - Astigmatismo - Ipermetropia - Oftamologia Legale - Cheratocono

  • visita oculistica

  • optometria

  • scansione della retina

  • esamne della vista

Prestazioni e servizi

Diagnostica, Laser e Chirurgia Oculistica

Chirurgia oculistica laser

Il Dott.Famà c/o il suo studio dispone di OCT di IV generazione per lo studio della retina, della degenerazioni maculari (senili e non), delle patologie del nervo ottico e del glaucoma.

Si occupa dello studio del Cheratocono effettuandone il monitoraggio nella sua evoluzione tramite esami accurati con la Topografia Corneale e mappa pachimetrica. Nei casi più gravi pratica se necessario il Cross Linking corneale.

Specializzato nei trattamenti di correzione parachirurgica della miopia, ipermetropia ed astigmatismo mediante interventi con laser ad Eccimerì che esegue sin dal 1996.

Il glaucoma viene diagnosticato e trattato attraverso sofisticate apparecchiature come: tonometro a soffio e/o ad applanazione, campo visivo computerizzato, pachimetro ottico, fotografia stereoscopica digitale ad alta definizione, gonioscopio e OCT .

I casi più gravi vengono sottoposti a trattamenti di trabeculoplastica,oppure tecniche innovative come il laser SLT,od ancora l’aspirazione del trasecolato secondo Romeo.

La cataratta viene trattata chirurgicamente con tecniche chirurgiche innovative mini invasive che prevedono l’anestesia mediante l’instillazione di colliri, facoemulsificazione del cristallino ed impianto di lenti intraoculari pieghevoli,eventualmente anche multifocali o toriche di eccellente qualità. Quella secondaria è trattata con Yag laser di ultima generazione.

 

La retinopatia diabetica e le altre patologie retiniche maculari e periferiche sono oggetto quotidiano di studio e valutazione attraverso eccellenti strumenti di ultima generazione (HD) che effettuano Fluoroangiografia digitale (anche con auto-fluorescenza, metodica questa che permette di non utilizzare il mezzo di contrasto per via endovenosa) ed eventuali trattamenti terapeutici con Argon laser o con iniezioni intravitreali.

Il Dott.Famà è specializzato nello studio dell’occhio secco,  si avvale di esami specifici come la fotografia digitale, il Break up Time, colorazioni con fluorosceina e verde di lissamina, test di Shirmer.

 

Essendo particolarmente sensibile alla fascia pediatrica, effettua visite oculistiche di prevenzione dei difetti rifrattivi, dello studio delle alterazioni della motilità oculare con particolare riguardo alla prevenzione dell’ambiopia (occhio pigro), sin dai primi mesi di vita.

Effettua altresì valutazioni ed eventuali terapie ortottiche al fine di sviluppare e mantenere la visione binoculare, avvalendosi della collaborazione della figura dell’ortottista .Anche le alterazioni della muscolatura oculare (paralisi e paresi) che comportano spesso particolari disagi come ad esempio la diplopia (visione doppia delle immagini) viene diagnosticata con appositi strumenti, monitorizzata e risolta mediante terapia prismatica personalizzata sul singolo paziente.

Il Dott.Famà è stato autorizzato ad effettuare visite medico-legali per verificare la presenza dei requisiti psico-fisici ai fini del rilascio e/o rinnovo di patenti di veicoli, motoveicoli, sia stradali sia nautici e dei porto d’armi.

Tutte le visite sono effettuate previo appuntamento telefonico, presso i seguenti studi siti in:

Messina - Via Bartolomeo da Neocastro 22 - 090693267

Riposto - Corso Italia 309 – 095937015 cell: 3385087132

Gli interventi chirurgici di cataratta e glaucoma vengono effettuati presso la Casa di Cura convenzionata con il S.S.N. C.O.T. di Messina.

 

SPECIALIZZAZIONI

CATARATTA

DIAGNOSI:

LAMPADA A FESSURA: è in pratica un microscopio che consente di esplorare facilmente le strutture oculari. In caso di cataratta è utilizzata non solo per la diagnosi ma anche per escludere patologie concomitanti e per l’indispensabile esame del fondo oculare.

ECOBIOMETRO: utilizza gli ultrasuoni per misurare la lunghezza del bulbo oculare e per calcolare,mediante specifiche formule matematiche,il potere diottrico del cristallino artificiale. Grazie a questi calcoli è possibile ridurre o eliminare i difetti visivi come la miopia e l’ipermetropia.

 

CHIRURGIA:

FACOEMULSIFICAZIONE:è la tecnica chirurgica d’elezione in tutto il mondo. L’intervento è rapido e si effettua in sala operatoria anestetizzando l’occhio con un collirio. Attraverso una piccola incisione viene raggiunto e polverizzato il cristallino opaco che viene poi rimpiazzato da una lente in materiale plastico flessibile in grado di essere iniettato dalla medesima incisione. Il cristallino artificiale può essere anche multifocale,in grado cioè di correggere la presbiopia consentendo una buona visione sia da lontano sia da vicino. In genere non sono necessari i punti di sutura. I risultati sono ottimi e la ripresa delle normali attività è veloce.

LASER: spesso confuso con la metodica precedente è invece destinato a risolvere l’opacità della capsula posteriore in soggetti già operati di cataratta. Infatti dopo un certo tempo dall’intervento,piccole opacità possono formarsi a ridosso del cristallino artificiale formando la così detta cataratta secondaria che può ridurre la visione. Tale ostacolo viene facilmente rimosso ambulatorialmente con lo Yag laser che perfora la capsula posteriore in pochi istanti ripristinandone la visione.

 

 

DEGENERAZIONE MACULARE SENILE

DIAGNOSI:

FONDO OCULARE:è il classico esame che si effettua dopo aver dilatato la pupilla. Vengono utilizzate delle lenti usate per oftalmoscopia,che si pongono davanti all’occhio,e la lampada a fessura per ingrandire le immagini. E’ un esame di base, molto utile per un primo screening, per cui si effettua in tutte le visite oculistiche e a qualunque età. Per la prevenzione delle maculopatie andrebbe eseguito almeno annualmente a partire dai 55 anni. Consente una visione globale della retina. Non riesce però ad indagare gli strati retinici profondi e non permette di discriminare le piccole lesioni. Pertanto anche un piccolo sospetto rappresenta indicazioni per indagini successive.

OCT:ha rivoluzionato l’oculistica moderna consentendo una visione dettagliatissima degli strati retinici,paragonabile agli esami istologici. Utilizza un particolare fascio di luce che scansiona la retina dagli strati superficiali ai profondi ottenendo delle tomografie,cioè delle sezioni concettualmente simili a quella Tac e della Risonanza Magnetica. Le scansioni vengono elaborate dal computer consentendo di visualizzare particolari di pochi micron(millesimi di millimetro)e di compiere accurate misurazioni di spessore e dimensioni. Il tutto senza bisogno di contatto con l’occhio ed in pochi secondi.

L’OCT di IV GENERAZIONE è pertanto l’esame elettivo per la diagnosi ed il monitoraggio delle patologie maculari,anche in fase pre-clinica cioè quando sono praticamente invisibili. Inoltre è indispensabile per la valutazione della risposta alle terapie,in particolare alle iniezioni intravitreali.

FLUORANGIOGRAFIA:è un esame invasivo perchè richiede l’iniezione in una vena del braccio di un mezzo di contrasto. Il liquido iniettato in pochi secondi raggiunge l’occhio, viene reso fluorescente da una luce ultravioletta e fotografato. Si possono così studiare selettivamente le patologie vascolari retiniche come la trombosi o la retinopatia diabetica. Inoltre è utile nella diagnosi delle varie forme di degenerazione maculare senile,nelle patologie infiammatorie e degenerative e nei casi dubbi.

ANGIOGRAFIA AL VERDE DI INDOCIANINA: si effettua come la fluorangiografia ma utilizza l’infrarosso. Consente di studiare la circolazione sotto retinica e,prima dell’avvento dell’OCT,era l’unico mezzo per individuare alcune forme di degenerazione maculare senile dette “occulte”. Oggi è utile per chiarire alcuni casi dubbi.

TESTS SOGGETTIVI:sono meno affidabili perché dipendono dalle risposte del paziente ma sono utili per valutare i sintomi associati alla malattia.

VISUS:è la classica misurazione della capacità visiva di ciascun occhio. Peggioramenti in assenza di altre patologie, indicano la necessità di indagini diagnostiche. Miglioramenti dopo le terapie possono significare regressione della patologia.

TEST DI AMSLER: apparentemente banale,si effettua presentando,ad un occhio alla volta,un reticolo quadrettato che ha al centro un punto di fissazione. Quasi tutte le maculopatie determinano deformazione dei quadrati e la distorsione tende ad aumentare o diminuire parallelamente al decorso della malattia. E’utile perché è un test di autovalutazione,eseguibile periodicamente a casa.

CAMPO VISIVO CENTRALE:viene eseguito con uno strumento computerizzato che presenta dei piccoli stimoli luminosi,di intensità variabile,ai quali il paziente risponde pigiando un bottone. Le variazione nel tempo sono significative e parallele al decorso della malattia. L’esame è facile veloce e ripetibile.

TERAPIA

FARMACI:sono utili nelle forme iniziali o non troppo evolute,le così dette forme “secche”di degenerazione maculare. Si tratta di integratori nutrizionali ,contenenti varie sostanze antiossidanti,che devono essere assunti per periodi molto lunghi. Queste terapie hanno dimostrato la capacità statistica di rallentare e ridurre l’evoluzione della degenerazione maculare senile secca. Non hanno invece alcuna azione nella forma “umida”.

INIEZIONI INTRAVITREALI:consistono nell’iniezione, all’interno dell’occhio ,di farmaci antiangiogenetici, frutto dell’ingegneria genetica. Si tratta di anticorpi in grado di inibire la crescita dei vasi anomali che provocano la degenerazione maculare senile umida. La procedura si esegue in ambiente sterile,meglio se in sala operatoria,e comporta rischi di complicanze sia locali che sistemiche. Vengono applicati rigidi protocolli che prevedono la ripetizione delle iniezioni a determinati intervalli. E’una terapia molto efficace,in grado di arrestare la progressione della malattia più del 75% dei casi,se la diagnosi non è tardiva. Esistono tre farmaci utilizzabili,di cui due hanno costi elevatissimi ma sono registrati per uso oculistico. Un terzo molto economico ma efficace non è registrato per uso oculistico. Senza entrare il diatribe sull’argomento,la nostra scelta è di iniettare solo farmaci regolarmente approvati

TERAPIA FOTODINAMICA: è stata in passato l’unica terapia disponibile per la degenerazione maculare senile umida. Si effettua iniettando in una vena un pro-farmaco che raggiunge l’occhio e si fissa sui vasi anomali. La retina poi irradiata con una luce laser a bassa intensità che trasforma il pro-farmaco in una sostanza attiva. Questa danneggia le pareti dei vasi anomali favorendone la chiusura. Il tasso di successo non è molto elevato e di fatto questa metodica è stata quasi del tutto soppiantata dalle iniezioni intravitreali. Resiste un'unica indicazione:la vascolarizzazione miopica. Questa metodica non è al momento praticata presso il nostro studio.

LASER TERMICI:la fotocoagulazione diretta è un trattamento distruttivo a causa dell’effetto termico del laser. In voga nello scorso ventennio,non è più praticata per i danni spesso superiori a quelli della stessa malattia. Resistono poche indicazioni:la chiusura del vaso afferente,quando è possibile individuarlo,e le piccole vascolarizzazioni della fovea.

 

GLAUCOMA

DIAGNOSTICA:

TONOMETRIA A SOFFIO:consente di misurare la pressione intraoculare senza contatto e quindi in modo facile e preciso,ripetibile e d igienico. E’ ideale per chi deve controllarsi di frequente.

PACHIMETRIA OTTICA:acquisisce lo spessore corneale con precisione assoluta. Consente di personalizzare la valutazione della pressione oculare riducendo gli errori di misurazione.

CAMPO VISIVO COMPUTERIZZATO:indaga lo stato di salute del nervo ottico valutando le risposte del paziente a stimoli inviati dalla macchina. E’ pertanto un metodo soggettivo ma facile,veloce ed affidabile. Da sempre è il principale esame per la diagnosi e il monitoraggio del glaucoma.

OCT DI IV GENERAZIONE:rappresenta la tecnologia più potente oggi disponibile. Consente di misurare in maniera oggettiva la morfologia del nervo ottico e lo spessore delle fibre nervose con una risoluzione di 5 micron (millesimi di millimetro) permettendo di individuare danni precocissimi e di valutarne l’evoluzione.

GONIOSCOPIA:è l’unico esame che necessita di applicare sull’occhio uno strumento,una lente conica a forma di specchio. Tale pratica è di solito necessaria per una corretta classificazione del tipo di glaucoma di cui soffre il paziente.

TERAPIA:

Nella maggior parte dei casi una corretta diagnosi consente una efficace terapia medica che si basa principalmente sulla prescrizione di colliri. Applichiamo le linee guida europee che forniscono precise indicazioni riguardo i valori della pressione oculare che bisogna raggiungere per ogni singolo caso e sui controlli da effettuare per valutare la stabilità dei pazienti. Tuttavia le terapie mediche suscitano spesso effetti collaterali o intolleranze.

PARACHIRURGIA:

LASER: applicato sul trasecolato,consente di migliorare il deflusso dell’umore acqueo riducendo la pressione oculare. E’un trattamento ambulatoriale ed indolore che ottiene risultati in una buona percentuale di pazienti. Esistono criteri di inclusione ed esclusione che devono essere valutati. Inoltre il risultato ottenuto tende a decrescere nel tempo.

PNEUMOTRABECULOPLASTICA:viene appoggiato sull’occhio,per tre minuti,un anello di plastica collegato ad un aspiratore. La suzione determina una lieve deformazione del trasecolato e quindi un allargamento delle vie di deflusso con riduzione della pressione oculare. Esistono criteri di inclusione ed esclusione. I risultati non sono definitivi e la metodica può essere efficace solo se ripetuta periodicamente.

 

CHIRURGIA:

ASPIRAZIONE TRABECOLARE:è una metodica innovativa sviluppata dal dott Romeo Demetrio, la cui presentazione è stata premiata nel 2006 dalla Società Oftalmologia Italiana. E’ dedicata ai pazienti che soffrono di glaucoma e si sottopongono anche ad intervento di cataratta.

Dura da tre a cinque minuti e consiste nell’aspirazione del trabecolato che viene così disostruito. Ciò determina la riduzione della pressione oculare in una elevata percentuale di pazienti. I risultati possono essere ottimi ma esiste la possibilità di mancata risposta e di riduzione dell’efficacia nel tempo.

TRABECULECTOMIA:è l’intervento classico di glaucoma e consiste nel costruire una fistola chirurgica, cioè un percorso alternativo attraverso il quale l’umore acqueo può fuoriuscire del bulbo oculare,consentendo la riduzione della pressione oculare.E’un intervento invasivo ma molto efficace. Esiste la possibilità di complicanze e di riduzione dell’efficacia nel lungo periodo.

 

RETINOPATIA DIABETICA

DIAGNOSI:

FONDO OCULARE : si dilata la pupilla e si esamina la retina utilizzando la lampada a fessura e le lenti per oftalmoscopia. L’esame è sufficiente per stabilire se è presente la retinopatia diabetica. In caso di negatività non sono necessarie altre indagini,basterà un controllo periodico. In caso di positività l’oculista noterà segni caratteristici:emorragie,aneurismi essudati. Potrà allora consigliare un approfondimento con OCT e Fluorangiografia per meglio valutare edema maculare ed ischemia retinica ed eventualmente optare per un trattamento laser.

OCT: consente di esaminare la macula utilizzando un particolare fascio di luce. Lo strumento effettua scansioni della retina ottenendo immagini bi e tri-dimensionali di pochi millesimi di millimetro. In caso di retinopatia diabetica l’OCT è fondamentale per individuare e misurare l’edema maculare,cioè l’accumulo di liquido nel tessuto retinico. L’edema può determinare grave riduzione della vista e costituire indicazione per la terapia medica, laser e chirurgica.

FLUORANGIOGRAFIA: è l’angiografia della retina. Si effettua iniettando in vena un mezzo di contrasto fluorescente che raggiunge l’occhio e consente di fotografare i vasi retinici. Così si identificano aree retiniche non per fuse,perdite nei vasi, aneurismi edema,vasi sanguigni anomali. Si può quindi stabilire l’indicazione al trattamento laser ed individuare i punti in cui eseguirlo. Presso lo studio è presente un fluorangiografo di nuova generazione digitale, con la possibilità di utilizzare l’autofluorescenza, cioè la fluorescenza direttamente emanata dagli strati sottoretinici, anche senza il mezzo di contrasto

 

TERAPIA:

FARMACI:è compito fondamentale del paziente ,assistito dal diabetologo,raggiungere un compenso stabile della glicemia. Tale obiettivo coincide in genere con la normalizzazione dell’emoglobina glicosilata. I farmaci oculistici possono essere utili in alcuni casi. I più usati sono i diuretici che favoriscono la riduzione dell’edema maculare e vari altri che migliorano il microcircolo.

LASER: agisce distruggendo i tessuti ma ancora oggi è il trattamento più efficace per la retinopatia diabetica conclamata. Il raggio laser è generato da uno strumento collegato alla lampada a fessura e viene diretto verso l’occhio da leni per oftalmoscopia. E’ così possibile osservare la retina e di scegliere i punti da trattare. Si sfrutta l’effetto termico del laser che provoca delle piccole ustioni. Per l’edema maculare si effettua il trattamento detto “a griglia”:colpi piccoli e distanziati tra di loro che favoriscono il riassorbimento dei fluidi. Nelle forme ischemiche e ancor più in quelle proliferanti il trattamento è massiccio :colpi potenti e ravvicinati che distruggono totalmente le zone malate. In tal modo vengono preservate le porzioni retiniche ancora funzionanti. Il laser di solito non migliora la capacità visiva ma mira ad arrestare la progressione della malattia verso la cecità.

INIEZIONI SOTTOTENONIANE: Alcuni casi di edema maculare possono migliorare iniettando piccole quantità di cortisone in prossimità della sclera,”la parete” dell’occhio. La procedura è semplice,si esegue in ambulatorio con qualche goccia di collirio anestetico. Nei giorni successivi all’iniezione bisogna controllare la pressione oculare che può innalzarsi. Gli edemi di vecchia data rispondono poco a questa procedura ma anche quelli recenti possono recidivare.

VITRECTOMIA: è necessaria quando emorragie invadono la cavità vitreale o sulla retina si formano membrane o la retina si distacca. E’ un intervento piuttosto invasivo che si esegue in sala operatoria con anestesia locale ma talvolta anche generale. Vengono praticati piccoli fori nella sclera attraverso i quali gli strumenti hanno accesso alla cavità vitreale e alla retina. I risultati sono variabili e dipendono dall’entità del danno creato dalla retinopatia diabetica.

INIEZIONI INTRAVITREALI: vengono iniettate nel vitreo all’interno dell’occhio delle sostanze che riducono l’angiogenesi e la permeabilità dei vasi. Esistono due categorie di farmaci impiegabili:i cortisonici e gli Anti-VEGF. I primi sono stati in auge per alcuni anni poi sono emerse complicanze:Glaucoma,Cataratta,Infezioni.Oggi sono impiegati solo per alcuni casi selezionati di edema maculare refrattato.Gli Anti VEFG sono dei potenti antiangiogenetici capaci di ridurre l’edema maculare e le proliferazioni vascolari.Hanno potenziali controindicazioni,complicanze,sia locali che sistemiche,ma i vantaggi,nei casi correttamene selezionati,sono notevoli.Per mantenere nel tempo i benefici così ottenuti,è sempre necessario eseguire successivamente alle iniezioni uno o più trattamenti LASER,allo scopo di stabilizzare il risultato.Le iniezioni si eseguono in ambiente sterile previa instillazione di collirio anestetico

 

LO STRABISMO

 

DEFINIZIONE :Anatomicamente, ogni occhio è fornito di 6 muscoli che opportunamente innervati,producono i movimenti che ci permettono di dirigere lo sguardo in tutte le direzioni e di percepire l’ambiente in cui viviamo. Lo strabismo è una condizione clinica caratterizzata da un mancato allineamento degli assi visivi degli occhi quando fissano un oggetto. Può essere congenito o acquisito,orizzontale (eso od exodeviazione),verticale (iper od ipodeviazione),ciclo torsionale (inciclo o exciclotorsione),può essere latente (foria), intermittente, costante (tropia), può essere associato a difetti visivi (ipermetropia,miopia,astigmatismo,anisometropia) o funzionali (ambliopia), a patologie interne dell’occhio (ad es. cataratta, retinopatie, malattie del nervo e delle vie ottiche), del massiccio facciale e dell’orbita,del sistema nervoso (ad es. paralisi cerebrali,tumori infiammazioni come la sclerosi multipla,traumi cranici), a malattie sistemiche (ad es. ipertensione arteriosa sistemica,diabete mellito,distiroidismo), a malattie e sindromi genetiche (ad es. Sindrome di Down)e può avere connotati di familiarità e quindi di trasmissione genetica.

 

SEGNI E SINTOMI:

mancato parallelismo degli assi visivi nel fissare un oggetto. Negli strabismi insorti in età pediatrica,non adeguatamente trattati si associa spesso una ridotta capacità visiva nell’occhio deviato: questa può generare un”ambliopia” (occhio pigro) , ossia una riduzione dell’acuità visiva in genere monoculare,che se opportunamente riconosciuta nei primi 8/9 anni di vita,può essere ripristinata parzialmente o totalmente mediante un idoneo trattamento riabilitativo(correzione del difetto visivo)

DIAGNOSI:si basa sul riconoscimento della presenza di una causa anatomica o funzionale e nel valutare la capacità visiva di entrambi gli occhi. E’ importante determinare la presenza dei difetti di vista:in età pre-verbale tramite la schiascopia previa ciclopegia con gocce di Atropina o sostanze simili, cioè di colliri che annullino temporaneamente la forza contrattile del muscolo ciliare che è il responsabile dell’accomodazione – messa a fuoco- ; in età verbale anche avvalendosi dell’ausilio di tavole ottotipiche.

TERAPIA:

Si basa sulla correzione del difetto refrattivo (con occhiali, lenti a contatto) di entrambi gli occhi, e cerca di migliorare la funzionalità dell’occhio ambliope (pigro) stimolandolo alla fissazione. Il tutto avviene con l’occlusione totale dell’occhio migliore con cerotto oculare,o parziale mediante l’uso di filtri a crescente densità,o ancora mediante l’instillazione di collirio ciclopegico

In alcuni casi si può ricorrere alla chirurgia oculare (ad es. della cataratta,dello strabismo,della ptosi congenita).

 

 

CHERATOCONO:

Da KEHR-a-toh-kohn-nus spesso abbreviato in KC,si tratta di una malattia dell’occhio provocata da una debolezza strutturale della cornea:si ha una deformazione progressiva della sua curvatura che assume una forma a cono che compromette la nitidezza della visione.

SINTOMI: inizialmente si manifesta in un solo occhio; visione sfocata e distorta; visione a tratti annebbiata(a volte sdoppiata)per un periodo di poche settimane o mesi; peggioramento della vista soprattutto di sera; improvvisa insorgenza di miopia; percezione di aloni attorno le luci; prurito oculare; visione deformata degli oggetti; mal di testa.

L’occhio mostra una sporgenza(forma di cono);

INDAGINI DIAGNOSTICHE:

Inizialmente per effettuare la diagnosi del cheratocono si utilizzava l’oftalmometro di Javal insieme al biomicroscopio. Oggi invece uno dei metodi più utilizzati è la topografia corneale (o mappa corneale computerizzata),metodo non invasivo che consiste nella proiezione di anelli luminosi sulla cornea,da cui si ottiene una mappa della superficie corneale.

Esistono varie soluzioni per la cura del cheratocono,più o meno invasive.

Il trattamento va scelto in base alla gravità di evoluzione del danno.

1. occhiali aberrometrici speciali in grado di compensare i difetti di vista;

2.lenti a contatto(LAC):contrariamente a quanto si pensa,non servono a bloccare lo sfiancamento corneale mediante effetto contenitivo,ma a correggere l’entità dell’astigmatismo corneale irregolare cono indotto. Le lenti possono essere rigide gas permeabili, lenti morbide speciali,e lenti miste morbide o doppie(morbide e rigide assieme).Sono tutte personalizzate sul paziente.

3.trapianto di cornea:l’innesto di una nuova cornea può essere perforante o lamellare. La cheratoplastica perforante comporta la rimozione completa,in tutto il suo spessore della parte centrale della cornea. Nel caso di innesto lamellare,la rimozione non avviene in tutto lo spessore per evitare rischi di eventuale rigetto.

4. CROSS-LINKING CORNEALE: nuova metodica che utilizza l’applicazione di Riboflavina(vitamina B2)in soluzione con destrano (uno zucchero)al 20%, in una composizione che assomiglia ad una gelatina giallastra,messa poi a contatto con la cornea a cui è stato precedentemente asportato l’epitelio (la parte più esterna). L’impregnazione di questa soluzione nel tessuto corneale e la successiva esposizione ai raggi UVA(370nm) emessi da un particolare apparecchio,attiva i radicali liberi di ossigeno che inducono una desaminazione ossididativa del collageno ed una conseguente formazione di nuovi ponti molecolari. Il risultato che si ottiene è quello di bloccare il cedimento o l’assottigliamento strutturale della cupola corneale. Molti pazienti,ma non tutti dopo questo trattamento beneficiano della riduzione di circa 2 diottrie di astigmatismo. Infine il CROSS-LINKING viene utilizzato quindi nei cheratoconi al I e II stadio dove sia stata mantenuta la trasparenza corneale,nella degenerazione marginale pellucida,nelle ectasie post trattamento di chirurgia rifrattiva. Si ricorda che lo spessore della cornea nel suo punto più sottile non deve essere inferiore ai 400micron. Tutti i pazienti prima di essere sottoposti a questo trattamento, devono effettuare esami di screening che garantiscano la fattibilità del CROSS-LINKING, come la mappa corneale, Orbscan, Pentacam, pachimetria a contatto, conta endoteliale, pachimetria ottica.

Share by: